VERSIONE TONDA DEFOggi inizieremo a parlare di alcune arti marziali del mondo, logicamente si faranno di esse solo degli accenni, anche perchè, per molte di lore è difficilissimo trovare informazioni.

 

Il Tahtib  è un arte marziale egiziana.

Tahtib (arabo egiziano: تحطيب taḥṭīb) è un’arte marziale originaria dell’Egitto. Si basa principalmente sull’uso del bastone di legno per colpire, difendersi e schivare. Il bastone utilizzato è lungo circa 120 cm ed è chiamato Asa”, “Asaya”/”Assaya o Nabboot. Ne esiste un’altra versione lunga 365 cm usata per la scherma a cavallo.

Etimologia

Il nome completo arabo del Tahtib è “Fann el Nazaha Wal Tahtib” che significa “L’ arte, (Fann) della rettitudine e dell’onestà (Nazaha) attraverso l’uso del bastone”. Il termine “Tahtib” deriva da “Hatab” che significa “boscaiolo” ; “Hatab” si riferisce a colui che compie, mentre “Tahtib” è riferito all’arte o al modo similare del “Karate” piuttosto del “Karate-Do” o “Aiki” piuttosto che “Aikido“.

Storia

Le origini di quest’arte risalgono al II millennio a.C.,[senza fonte], infatti alcuni gesti del Tahtib sono incisi in tre tombe fra quelle scavate nella roccia 39 nel sito archeologico Beni Hasan,[senza fonte] lungo la sponda orientale del Nilo, vicino alla città di Minya. La necropoli comprende tombe di funzionari (nomarch dell’XI e della XII dinastia dell’Antico Egitto. Gli antichi egizi praticavano la scherma col bastone o il combattimento col bastone come forma di intrattenimento; quest’arte marziale non veniva impiegata nei veri combattimenti ma soprattutto come allenamento o sport. L’arte del combattimento col bastone durante la XXI dinastia doveva probabilmente essere simile al kenjutsu giapponese.

La scherma con il bastone continua ad essere praticata in Egitto durante le feste e i mesi del ramadan. Esibizioni vengono allestite durante le cerimonie matrimoniali. È attualmente conosciuta con il nome di tahtib.

Il Moraingy è un’arte marziale tradizionale del Madagascar.

Storia

Il Moraingy ha avuto origine nella costa occidentale del Madagascar durante la dinastia Maroseranana (dal 1675 al 1896) del regno dei Sakalava. Con il tempo si è diffusa in tutto il Madagascar, prevalentemente nelle zone costiere, ma la sua popolarità ha sconfinato anche nelle vicine isole come Riunione, Comore, Seychelles e Mauritius.

Arte marziale riguardante unicamente l’uso delle mani nude, il Moraingy era inizialmente praticato solamente da giovani di ambo i sessi, generalmente con un’età compresa tra i 10 ed i 35 anni, mentre ora viene praticato da gente di ogni età: nonostante ciò tuttora i lottatori vengono chiamati kidabolahy (uomini giovani) o kidabo mpanao moraingy (giovani che praticano Moraingy).

Essere lottatore di Moraingy in alcune zone del Madagascar è anche uno status symbol e chi pratica tale disciplina ha generalmente il rispetto da parte della popolazione.

Caratteristiche tecniche

Il Moraingy generalmente riguarda scontri tra lottatori di differenti villaggi. Si combatte in ampi spazi all’aperto come campi di calcio e il combattimento è generalmente accompagnato da musica tradizionale come il Salegy.

Il Moraingy viene organizzato in competizioni a più incontri uno-contro-uno, e prima dell’inizio dell’evento i lottatori si radunano per scegliere ognuno il proprio avversario.

È un’arte marziale che prevede esclusivamente colpi, principalmente pugni ma è possibile anche calciare l’avversario. Le tecniche più utilizzate sono il pugno diretto (mitso), il gancio (mandraoky), il pugno basso (vangofary) e il montante (vangomioriky). In fase di difesa si tiene la guardia e si effettuano schivate.

L’incontro prevede un solo round e la vittoria può avvenire se una delle seguenti condizioni si avvera:

  • uno dei due lottatori esce dall’area di combattimento
  • svenimento di uno dei contendenti
  • impossibilità da parte di uno dei lottatori di continuare l’incontro per infortunio
  • manifesta inferiorità di un lottatore sull’altro.