2Arti Marziali Cinesi (interni o stili morbidi)

Liuhe Bafa

 

Nato durante la dinastia Song, all’incirca intorno al 980 d.C, questo stile interno sembra essere stato creato da un vecchio eremita che viveva sui monti Hua Shan di nome Chen Bou.Le storie sulla nascita di questo stile sono molto frammentarie e poco chiare, per cui abbiamo deciso di non menzionarne nessuna.Tradotto letteralmente, il termine Liuhe Bafa significa “Le sei combinazioni e gli otto metodi”, riferendosi con questi al sistema attraverso i quali si dovrebbe eseguire questo stile di lotta.

Le sei combinazioni sono:

  • Il corpo si unisce con la mente
  • La mente si unisce con l’intenzione
  • L’intenzione muove il Qi
  • Il Qi si coordina con lo Shen
  • Lo shen guida i movimenti
  • I movimenti si armonizzano con L’Universo

Per ottenere le sei combinazioni, si devono eseguire gli otto metodi, che sono:

  • Concentrarsi sul respiro
  • Condensare il Qi nelle ossa
  • Conoscere le forme degli animali
  • Fluire nei movimenti dell’avversario
  • Mantenere l’attenzione sul punto Bai Hui, sulla sommità della testa
  • Mantenere nel giusto equilibrio tutti i movimenti
  • Tenere la mente in quiete, durante l’esecuzione dei movimenti
  • Controllarsi prima di esprimersi

Questo stile, come anche il Taijiquan, evita lo scontro diretto e predilige la gestione della forza dell’avversario attraverso la fluidità dei movimenti e l’alternanza dello Yin e dello Yang. Anche in questo caso, la morbidezza e la fluidità dei movimenti, si oppone alla durezza e alla rigidità.

 Xing yi quan
 
Lo Xing yi quan è uno dei tre principali stili interni di boxe cinese, considerato tra i più antichi stili di combattimento cinese.
L’origine dello Xing yi quan è attribuita al leggendario generale Yue Fei, eroe leggendario del secolo XII, vissuto a cavallo della Dinastia Song del Nord (960-1127) e Song del Sud (1127-1279).
A quei tempi lo stile veniva chiamato Xin yi quan (boxe del cuore e della mente). 
La riscoperta dello Xing yi quan in tempi moderni è attribuita a Ji Long Feng (chiamato anche Ji Jike), che apprese lo stile sul monte Zhong Nan nel secolo XVII.
Ji Long Feng è universalmente considerato come il padre dello Xing yi quan moderno e quasi tutte le scuole si rifanno indirettamente a lui.
 
 
BASI DELLO STILE
 
Lo Xing yi quan ha una teoria profonda che si riconduce al concetto di Yin/Yang, ai 5 elementi universali e ai 12 animali.
La teoria dei 5 elementi (legno, fuoco, terra, metallo, acqua) della medicina tradizionale cinese, trova la sua applicazione marziale nella boxe dei 5 elementi (wu xing quan).
I 5 elementi sono in correlazione tra loro, con gli organi interni e con le qualità della forza sviluppate nelle tecniche. Ogni pugno rappresenta un elemento e stimola la circolazione di energia negli organi.
Nell’esecuzione delle tecniche di percussione devono emergere le qualità degli elementi.
I principi dello stile sono inoltre trasmessi attraverso il pugilato dei 12 animali (shi er xing) rappresentati da drago, tigre, scimmia, cavallo, coccodrillo, gallo, aquila e orso, uccello Tai, serpente, falco, rondine.
Esistono inoltre alcune concatenazioni nelle quali si associano elementi e animali, alle quali si aggiungono lo studio delle posture (zhan zhuang) e, quando il livello lo permette, le armi tradizionali.
 
ARTE MARZIALE
 
Dal punto di vista marziale lo Xing yi quan è uno stile lineare, asciutto e pratico, nel quale prevale l’emissione di forza (fa jing). Le forme sono brevi ripetizioni di pochi gesti, mirati a proteggere il corpo e a creare il massimo effetto sull’avversario.
Ogni movimento è studiato per ottenere un riscontro effettivo, applicabile nella difesa personale e in combattimento.
L’attenzione nella pratica è incentrata sulla concatenazione di movimenti fluidi e sciolti eseguiti mantenendo al contempo una struttura corporea ideale per resistere ai colpi dell’avversario e per permettere l’emissione di forza esplosiva.