VERSIONE TONDA DEF

Arti marziali giapponesi

 

AikiJutsu

 

Trae le sue origini  dalle arti marziali tradizionali giapponesi . Un metodo di difesa personale finalizzato alla neutralizzazione, mediante bloccaggi, leve articolari e proiezioni, di uno o più aggressori armati o disarmati.L’ Aikijutsu (道心流合氣術) nasce dalle esperienze raccolte dal suo fondatore alla ricerca di una maggiore consapevolezza del principio di Aiki (合気) – la coordinazione dello spirito – e del ki (気) – l’energia interiore. È un sistema di combattimento, essenzialmente disarmato, in cui il praticante fa uso di tecniche di evasione per rendere inefficace l’attacco senza opporvi una forza contraria. Con movimenti brevi e diretti ha ragione del suo aggressore tramite tecniche di proiezione, immobilizzazione e leve articolari. L’impiego di colpi, chiamati atemi (当て身), ha lo scopo di stordire, squilibrare e disabilitare temporaneamente un avversario in vista di una tecnica successiva. Con l’esperienza si affinano metodologie che producono un kuzushi (崩し) quasi impercettibile provocato dalla combinazione di ma-ai (間合) – giusta distanza – di tai sabaki (体捌) -movimento del corpo attraverso specifici movimenti di piedi – e atemi (当て身). L’attaccante viene così portato in uno stato di turbamento e scompiglio mentale in cui il suo intento di attacco e la sua aggressività viene completamente annullata. Il fine è sia acquisire la capacità, definita katsuhayabi (勝早日), di padroneggiare l’attacco proveniente da un avversario esattamente nell’istante e nella circostanza della sua insorgenza sia utilizzare il potere coordinato del ki (気) in armonia con le condizioni di combattimento, fondendo la propria strategia con quella dell’avversario

 Daido Juku

  Il Daido Juku (o Daidojuku) conosciuto anche come Kudo è un’arte marziale fondata nel 1981 da Azuma Takashi. Daidojuku tradotto letteralmente dal giapponese significa “La Grande Via“.Azuma, originalmente un campione di full contact karate kyokushin, si dimise dall’organizzazione Kyokushin per fondare il Daidojuku in Giappone. Esso comprende tecniche che non erano presenti negli stili a pieno contatto del karate. Azuma, essendo una cintura nera di terzo dan in judo come una nera di quarto dan in karate kyokushin, riconobbe il potenziale di un’arte marziale ibrida. Questa non sarebbe stata limitata dai confini di un singolo stile ma avrebbe utilizzato tecniche di diverse arti marziali, inizialmente solo judo e karate. Più tardi negli anni 80 e 90 tale stile iniziò a comprendere diverse tecniche da arti marziali come boxe, muay thai, jujitsu, wrestling,e altre tutte fuse insieme nello stile del Daidojuku. Uno dei precetti fondamentali nel Daidojuku era la creazione di uno stile di combattimento realistico e versatile che comprendesse efficaci tecniche offensive e difensive tra cui pugni alla testa, gomitate, testate, proiezioni e leve articolari dal Judo unito ad altre tecniche di combattimento a terra. nel 1981 il Daidojuku fece il suo debutto al “1981 Hokutoki Karate Championship”.Inizialmente conosciuto come Karate Daidojuku, il nome dello stile dovette essere cambiato inevitabilmente per riconoscere le sue uniche e non ortodosse tecniche come una Mixed Martial Art. Nel 2001 in un’intervista ufficiale, Azuma il fondatore rinominò tale arte maziale, basata sulla filosofia del Budo, Kudo. Questo atto diede al Kudo l’opportunità di diventare un ufficiale arte marziale giapponese. Ora il Kudo o Daidojuku è esteso a livello mondiale e tutti i suoi istruttori e capi sono certificati e registrati sotto la Kudo International Federation, conosciuta anche come K.I.F.Gli atleti di Kudo o Daidojuku indossano un ufficiale Kudo Gi (simile al judo gi, resistente per le proiezioni, ma con le maniche più corte rispetto a una karate gi tradizionale). Questo design è ideale per le tecniche di presa e proiezione. Per gareggiare sono anche richiesti una conchiglia integrale, un paradenti, dei guantini ufficiali della K.I.F. (che proteggano le nocche ma che lascino libere e scoperte le dita per permettere le prese) e uno speciale casco di protezione K.I.F. con visiera in plexiglas per proteggere i combattenti da gravi danni al volto e traumi cerebrali.