VERSIONE TONDA DEF

Kajukenbo (U.S.A.)

Il kajukenbo o il kajukembo è un’arte marziale ibrida, orientata prevalentemente alla difesa personale, che nasce in epoca recente dalla fusione di cinque stili tra loro differenti. Lo stile è stato codificato dopo la seconda guerra mondiale in Oahu nelle isole Hawaii come un metodo di autodifesa contro i criminali ed i soldati della marina americana che aveva attaccato gli abitanti locali. Il principale tra i cinque creatori è Adriano Emperado. Dopo alcuni anni è stato portato nel continente americano dove si è largamente diffuso. Kajukenbo è per definizione un metodo dove le difese e gli attacchi sono cambiando. È un sistema che continua nello sviluppo ed usa qualunque tecnica che funziona. Gli stili che compongono il kajukenbo danno anche l’origine alla sua denominazione:

Cinque maestri delle arti marziali diverse si riunirono per completare la loro idea:

  • Peter Young Yil Choo – il campione hawaiano di pugilato e il maestro di tangsudo
  • Joseph Holck – il maestro di judo Kodokan e di jujitsu di Danzan Ryu
  • Frank Ordoñez – il maestro di judo Kodokan e di jujitsu di Sekeino
  • Adriano Emperado (chiamato “sijo” – “il fondatore”) – il maestro di kempo di Kara-ho e di eskrima
  • George “Clarence” Chang – il maestro di pugilato cinese di Shaolin (Sil Lum kung fu, nord e del sud)

Durante due anni (1945-1947) i fondatori avevano combinato la loro conoscenza con la pratica. Avevano studiato regolarmente le situazioni possibili di aggressione della vera vita. Più tardi hanno deciso di chiamare questo sistema “kajukenbo” (delle iniziali delle arti marziali che lo compongono). Anche hanno deciso di creare la Società delle Cinture Nere (Black Belt Society) e simultaneamente l’istituto dell’Autodifesa di Kajukenbo. Con il tempo, quello che loro avevano insegnato, si era mosso alla Costa del Pacifico degli Stati Uniti, infatti alla base di aria di Travis in California, dove nel 1958 il maestro Aleju Reyes ha aperto la prima scuola fuori delle isole Hawaii. Ha dato le lezioni speciali ai membri dell’esercito dell’aria degli Stati Uniti d’America. Uno di questi membri era il professore Richard Peralta che cominciò con il kajukenbo nel 1959. Nel 1959, sijo Emperado ha aggiunto le tecniche del wushu al kajukenbo e questo ha cambiato l’arte in una combinazione fluente delle tecniche dure e “molli”. Charles Gaylord, Ramos tony ed Aleju Reyes, che avevano ricevuto le sue cinture nere da Emperado, hanno trasmesso il kajukenbo al continente americano. Ciascuno di loro ha aperto la sua propria scuola del kajukenbo in California. Nel 1969, Tony Ramos ha praticato con Bruce Lee ed ha cambiato i suoi metodi ed le sue idee con lui. Aleju Reyes morì nel 1977 e Tony Ramos morì alle Hawaii nel 1999. Fino a allora, Charles Gaylord ha dato la sua attenzione al sistema ed in questo modo ha inventato cosiddetto “il metodo di Gaylord”. È il presidente dell’Associazione del Kajukenbo dell’America (Kajukenbo Association of America) ed ha ereditato la continuazione dell’arte del suo sijo. La sua diffusione nel resto del mondo è abbastanza modesta e legata principalmente all’iniziativa di singoli individui che l’hanno trasferita nei luoghi ove si trovavano per motivi di servizio.Maestro di tale arte è stato Kenzo Roroi, che ha girato anche alcuni film.

Attualmente, il kajukenbo ha più tecniche di prese e più proiezioni – tecniche di gettare l’avversario a terra – che altre scuole del kenpo hanno. Le sue tecniche di difesa sono una fusione di colpi presi dai vari stili che in una sequenza micidiale porta all’immobilizzazione, spesso definitiva, dell’opponente. Include leve alle articolazioni – collegamenti tra due ossa, i colpi bassi e gli attacchi con l’aiuto di combinazioni. Anche se contiene certi aspetti della competizione, si concentra principalmente sul vero combattimento e sul significato delle analisi pratiche. In generale, le persone che praticano il kajukenbo pensano che le azioni “disgustando e estremamente sgradevoli”, come i colpi negli occhi o nel genitali, possono essere permesse, se aiutano con la difesa contro l’aggressore nella strada. La maggioranza di scuole del kajukenbo evita trucchi ed movimenti che sono spettacolari ma poco pratici. I piani di studi includono i contrattacchi contro i colpi con pugni, contro i coltelli, contro i bastoni, contro l’arma da fuoco e contro prese di lotta. Anche se i tipi del kajukenbo hanno la base comune, le variazioni sono possibili. Il kajukenbo è basato su quattro stili diversi. È impossibile incorporarli interamente; la certa specializzazione è inevitabile. L’approccio aperto causa che le scuole sono incoraggiate a incorporare altre arti nella sua pratica. Gli esempi sono l’escrima filippina ed il aikido giapponese. Certe scuole di kajukenbo dirigono l’attenzione all’importanza di 26 forme (“kata“). Erano state divise in 13 Pinyans (chiamati a volte “le serie di Palama” – Palama sets) e 13 “concentrazioni”. Ogni “concentrazione” ha il suo proprio nome, per esempio la prima è chiamata “il colpo della gru/l’artiglio della tigre”. Il nome di ogni “concentrazione” descrive il suo movimento caratteristico. Allora, la prima concentrazione include un colpo della gru ed un artiglio della tigre. Queste sequenze sono incorporate in kajukenbo per migliorare le capacità dello studente. Ogni movimento in queste forme ha il suo significato. Per esempio, il primo movimento nella “pinyan 1” è il colpo esterno destro durante il movimento nella posizione di flessione indietro. Questo movimento può essere applicato per bloccare un colpo con il pugno. Queste sequenze si concentrano anche nel combattimento con molti avversari. In alcune scuole di kajukebo, soidisant preghiera di Kajukenbo (Kajukenbo prayer che è scritta da Frank Ordonez) è una parte importante, ma la maggioranza di scuole manca di tale misticismo. Il periodo di tempo durante il quale gli studenti vengono insegnati è finito con l’appello ai tre elementi del kajukenbo: lo spirito, la mente, ed il corpo (ognuno ha il suo segno della mano). Più tardi, gli studenti e l’istruttore nello stesso modo aprono le loro mani per rappresentare la pace; poi salutano una riverenza per esprimere il rispetto. Il saluto è anche usato in molte scuole: Nello stesso modo, gli studenti ed i suoi istruttori salutano le persone che hanno cinture nere, quando entrano nella palestra.-

Progressive Fighting System. (U.S.A.)

Paul Vunak All’età di 7 anni comincia ad interessarsi alle arti marziali. A 10 anni si allena duramente nel Taekwondo, ricevendo la cintura nera a 14. Negli anni seguenti si esercita in molteplici discipline, tra cui Kenpo, diversi stili di Kung Fu ed Escrima, fino ad arrivare al Jeet Kune Do (JKD) di Lee Jun Fan, sotto la guida del più famoso allievo proprio di si-fu Lee, Dan Inosanto. Nel 1988 riceve il grado di Senior Full Instructor da si-fu Inosanto, e comincia ad insegnare la sua versione di JKD, sotto il nome di PFS. Progressive Fighting System (PFS) è un sistema di combattimento creato da Paul Vunak e basato sul Jeet Kune Do. Il PFS è considerato un sistema molto efficace in combattimenti da strada, con l’importanza data alle testate, ginocchiate, gomitate ed al trapping. Queste tecniche formano la base di quello che è il RAT program, il sistema di combattimento insegnato a forze speciali americane, sviluppato proprio con l’aiuto di Vunak. Vunak ha sempre sostenuto che il JKD non insegna tecniche superiori, ma sviluppa un combattimento efficace e attributi superiori. Non ci sono tecniche superiori nelle arti marziali, bensì metodi di allenamento superiori. Sempre stando a ciò che sostiene Vunak, le tecniche di JKD sono prese da altre arti marziali. L’obiettivo è quello di usare una tecnica per il più breve tempo possibile, finché la portata o la situazione non cambia, richiedendo un’altra tecnica, possibilmente di un’altra arte marziale. Questo vale anche per le tecniche ideate proprio da Vunak, come lo straight blast tirato in avanzamento rapido (a travolgere l’avversario) e le tecniche di headbutt, da usare solo ed esclusivamente quando la situazione lo permette. Caratteristica peculiare del PFS è anche l’utilizzo di protezioni pesanti durante gli allenamenti per quelli che vengono definiti crash test ovvero delle prove di aggressione a pieno contatto.